E’ ora disponibile il n.6 de L’INTERNAZIONALE in formato cartaceo
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Contenuti:
- Degli scioperi e di una lotta… –
- Di ritorno dalla Siria –
- Weidmann, chi è costui? –
- La riforma degli ammortizzatori sociali –
- Povero Monti! –
- Il sindacalismo dannunziano –
- Liberi di leggere: Ignazio Silone –
- Cento anni fa: Lotta Operaia annuncia la nascita dell’ USI –
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Ho letto con vivo interesse l’articolo di Paolo Sensini, e come molte delle cose che scrive, sono di grande interesse e assolutamente parziali nello stesso tempo. Tradotto significa che il pnto di vista di Paolo è assolutamente centrato sulle posizioni dei regimi “anti-occidentali”. Nel suo articolo non si scorge nemmeno un accenno minimo di critica al regime sriano. Dal mio punto di vista, se mi è chiaro il ruolo di intervento delle potenze occidentali nello sacchiere mediorientale (ben descritto nell’articolo), mi è altrettanto chiaro il livello di crimine dei regimi baatisti di quell’area, di cui Sensini ne omette, volutamente, le ragioni e le pratiche stragistiche, di tortura ecc. In questo senso l’articolo si incanala perfettamente in quelle correnti rosso-brune di stima rispetto a tutto ciò che si ‘opporrebbe’ all’imperialismo occidentale. Non mi stupisce affatto che i suoi articoli vengano raccolti e diffusi da testate afferenti a quell’area, filgie non velate di una presunta logica blocchista. E poi il finale altamente sconcertante: “fortuanatamente la Siria è composta…”. Fortunatamente per chi? E perché si dimentica, assieme a molte altre cose, di dire che ha votato il 51% della popolazione avente diritto (dati forniti dall’ambasciata siriana in Italia)? Tutti gli altri soltanto zimbelli manovrati dalle potenze occidentali?
Pietro ha proprio ragione!
Il Sensini non ha citato neanche l’orribile strage di Hula. Ormai anche quei pusillanimi dell’ONU hanno capito che il punto di non ritorno per l’intervento è arrivato. Ci sono tutti gli elementi, solo le probaili dimensioni degli effetti collaterali e delle reazioni, anche di Russia e Cina, rendono la cosa un tantino più complicata che in Libia.
Comunque non dubitiamo che si arriverà ad una decisione risoluta, che spazzerà via ogni timido “se”, “ma” e “però”, puramente testimoniali. Le popolazioni dell’area baatista verranno riportate almeno ai livelli di libertà di cui si gode negli emirati limitrofi e nei territori occupati, in quelli assediati, e nelle prigioni amministrative dell’unica democrazia evoluta della zona (i libici ormai hanno rimosso l’ostacolo principale per l’emancipazione da regimi criminali e torturatori).
Quindi è essenziale smascherare puntualmente ogni tentazione di dare spazio a posizioni non perfettamente equilibrate, che potrebbero opporsi alla riproduzione, su più ampia scala, dell’operazione Odissea all’Alba. Altre prospettive non si vedono. Ma la cosa veramente importante, è scongiurare assolutamente il rischio di qualsiasi alone bruno (anche di rimbalzo, come nel caso del Sensini) sul fazzolettino rosso che portiamo alle marcette di lamentela e commemorazione (essenziale per decorare ogni guerra promossa da regimi veramente democratici, non criminali e non torturatori). Le enormi macchie arancioni non ci preoccupano!
Ma no, hai ragione tu: a noi piace il comunismo anarchico in deroga, che qua dice delle cose, e di là ne dice delle altre, che sceglie tra il meno peggio, o tra il peggio meno meno. Che si sporca le mai prendendo posizione a favore di questo o quell’altro dittatorucolo scambiandolo per una bandiera di resistenza contro l’imperialismo occidentale. “Posizioni non perfettamente equilibrate”: che simpatici eufemismi!
Mi piacciono davvero molto i compagni che si preoccupano di dirimere problematiche internazionali prendendo qua e là posizione a favore di questo o quel regime sanguinario. magari fatevi assumere direttamente dai loro governi, così, forse, a qualche piccola marcetta a passo d’oca ci partecipate voi direttamente!
Pietro, mi sa che hai troppa fretta di schierarti e di arruolarmi in uno degli schieramenti che fanno comodo al tuo ragionamento bislacco. Non vedo proprio dove puoi rintracciare nel mio commento gli spunti per il film che ti sei fatto.
Le posizioni antimperialiste (e quelle terzomondiste) non mi trovano per niente d’accordo, anche se si sono sviluppate nell’area della sinistra (l’antimperialismo di sinistra è rimasto in balia di ondeggiamenti “rosso-bruni” solo negli ultimi anni). Mi pare comunque grave che tali posizioni debbano essere ostracizzate, soprattutto ora.
Lo squilibrio che evidentemente manca al testo di Sensini non è relativo ad un conflitto immaginario ma ad uno dei conflitti effettivamente dispiegati sul terreno. Ovvero al conflitto fra guerrafondai democratici (spesso ex-burattinai, o rispettose controparti, dei nemici del momento) ed dittatorucoli locali (ex-allievi dei primi sul piano dei metodi criminali di repressione). Il conflitto fra anarchici (siano essi “deroganti” o genericamente testimoniali e lamentosi) ed i dittatorucoli di turno in medio oriente è tutto nella tua fantasia.
Ora, siccome le mitragliate, i bombardamenti, le stragi false flag, gli affamamenti da embargo, le torture, la propaganda di guerra, l’emergenza e le requisizioni belliche (da parte di entrambe le parti, sebbene i democratici siano di gran lunga più efficaci) le subiscono popolazioni in carne ed ossa, molti compagni vogliono capire meglio le dinamiche reali del conflitto (per molti versi inedite), e non vogliono rimanere nel rincoglionimento della propaganda di regime (democratico) o nell’insipienza delle generiche lamentazioni di un’opposizione alla querra inconsistente e ridicola (sempre più decorativa).
Perciò, ogni fonte è essenziale (e tutti i sofismi cromatici possono passare in secondo piano, specialmente se provengono da soggetti che sembrano un po’ daltonici). Sensini, poi, non ha mai rivendicato una posizione “rosso-bruna”, e molti compagni trovano rilevante parte delle cose che scrive e delle notizie che raccoglie (senza bisogno dell’approvazione e della vigilanza di tutori “intellettuali”). Questi compagni, probabilmente, preferiscono non dover andare sui siti “rosso-bruni” (finora gli unici che gli davano spazio) per poter leggere questi aricoli.
Evidentemente, tutto questo col passo dell’oca non ha nulla a che vedere (sebbene siamo consapevoli che certi elementi coreografici siano stati subappaltati solo momentaneamente ai regimi totalitari espliciti, proprio dai regimi democratici criptototalitari). Se hai dritte concrete per cercare reddito (non indecenti ed offensivi) faresti bene a metterli a disposizione, visto che ci sono molti compagni in difficoltà economica.
Saluti
Ciao, forse non hai letto le tue risposte: né la prima né tantomeno la seconda. Il mio disaccordo è totale: spero che tu non vada in giro a proclamare l’autogestione. La tua ultima frase poi è molto criptica: se ho capito bene anche decisamente offensiva allo stesso modo della tua prima risposta. Chiudo.
Si, a rileggerle vedo che hai ragione. Ci rifletto un po’ su.
Ciao
Eh, Ernesto, ti sei lanciato alla carica lancia in resta, ma non era il caso. Il primo intervento di Pietro non era in contradizione con quel che si legge fra le tue righe (… con un po’ di buona volontà).
Pietro non ha accennato nessun intento censorio ed ha indicato gli aspetti dell’articolo di Sensini inaccettabili da un punto di vista libertario. Il fatto che sia caduto lui stesso in un ragionamento strano rispetto alle elezioni in Siria è del tutto marginale (… e probabilmente è solo uno degli effetti della poca pratica a dialogare in spazi effettivamente pubblici – ai quali siamo poco avvezzi un po’ tutti).
La prossima volta prova a contare fino a 10 prima di avventarti sulla tastiera