TARANTO AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Comunicato stampa
Valutazione Danno Sanitario a Taranto, le nostre perplessita’
L’Aia cosi’ condotta e’ un esperimento sulla pelle dei cittadini
30 maggio 2013 – Alessandro Marescotti (PeaceLink)

Esprimiamo forti perplessita’ sulla utilita’ della Valutazione Danno Sanitario per Taranto cosi’ come e’ stata elaborata dall’Arpa Puglia in quanto si basa su metodologie completamente diverse da quelle adottate dagli epidemiologi incaricati dalla magistratura di Taranto.

Gli epidemiologi della Procura di Taranto hanno consegnato – nell’ambito dell’incidente probatorio – uno studio che focalizza un dato reale: 30 decessi all’anno collegati all’inquinamento industriale. 

I risultati della Valutazione Danno Sanitario dell’Arpa arrivano invece a valutazioni completamente diverse e di gran lunga meno gravi di quelle della Procura in quanto la Valutazione condotta e’ una simulazione priva di riscontri reali, priva cioe’ della conferma dei dati di quei ricoveri, di quei malati e di quei morti “concreti” che gli epidemiologi della Procura sono andati invece a controllare, mettendo le mani sulle cartelle cliniche. Poiche’ la Regione Puglia non dispone dei dati aggiornati dei malati e dei morti, questo recente studio di Valutazione Danno Sanitario su Taranto si base su una stima di previsione, molto ottimistica e parziale, e soprattutto suscettibile di smentite quando sara’ fatta in futuro la verifica concreta con il conto dei malati e dei morti.

Questa Valutazione Danno Sanitario fornita da Arpa ha in realta’ un fine: poter dimostrare che l’Ilva puo’ continuare a produrre senza provocare danni significativi alla salute se applica l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) e se riduce la produzione da 8 a 7 milioni di tonnellate anno.

Sappiamo bene come stiano oggi invece le cose: l’Aia e’ un colabrodo. L’Aia in realtà non e’ applicata in molte parti e – quel che e’ ancora piu’ grave – nessuno ha calcolato i danni alla salute provocati da sei mesi di proroga delle emissioni dai vecchi impianti non risanati.

In obbedianza al Principio di Precauzione, previsto dalle norme europee, sarebbe stata opportuna una replica aggiornata dello studio della magistratura, fatto con la stessa metodologia dei periti della Procura, metodologia che e’ molto piu’ completa, accurata e attendibile (e costosa) rispetto alla Valutazione Danno Sanitario realizzata dell’Arpa Puglia.

Perche’ allora non e’ stato replicato dalla Regione lo studio della Procura? Perche’ e’ “troppo costoso” e non ci sarebbero i soldi.

Ma la Regione Puglia, che sembra non avere i soldi per fare gli stessi studi della Procura, i denari poi li trova e li spende ad esempio per la campagna pubblicitaria “Questa e’ Taranto”, fatta di foto turistiche di discutibile successo.

La Regione Puglia utilizzera’ questa Valutazione Danno Sanitario per consentire di proseguire l’esperimento di Aia inconcludente e rischioso che e’ in atto, priva di garanzie e di scadenze certe.

Siamo di fronte ad un esperimento sulla salute dei cittadini, soprattutto dei bambini, dagli esiti incerti e accompagnato da una Valutazione Danno Sanitario che tenta di valutare la “gestione del rischio”.

Ma i cittadini di Taranto non possono essere cavie di un esperimento di “gestione del richio”, anche se accompagnato da una Valutazione di Danno Sanitario.

Va respinto il principio di “gestione del rischio”: vogliamo l’abolizione della forte del pericolo, non la sua gestione controllata.

L’Aia cosi’ condotta e’ un esperimento sulla pelle dei cittadini, di cui non conosciamo gli effetti immediati in quanto la Regione non dispone di dati aggiornati, non sa neppure se si muore di piu’ o di meno. Il Patto internazionale sui diritti civili e politici vieta gli esperimenti senza il consenso degli interessati.

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