PER UN PUGNO DI ALBERI


da Atene Calling

Di Vaggelis Kechriotis

Da Istanbul, dove vive ed insegna, Vaggelis Kechriotis, assistente universitario di Storia all’Università del Bosforo, ci ha inviato stamattina il testo che segue. Un’impressione ed un primo commento sulla grandiosa mobilitazione degli abitanti della città, che ieri si è intensificata drammaticamente. Visto che il foglio domenicale del giornale “Avgi” è stato già stampato, lo pubblichiamo immediatamente sul blog. Torneremo sull’argomento.

Venerdì 1 giugno. Il centro di Istanbul oggi è rimasto sveglio fino a tardi. Gli attacchi della polizia si sono susseguiti per tutta la notte. E’ il quarto giorno di proteste, che ormai si espandono anche in altre città turche. La causa è lo sradicamento di due alberi nel parco adiacente a piazza Taksim. Questa goccia ha fatto traboccare il vaso. Ormai da due anni un massiccio movimento di cittadini, tra i quali anche architetti e urbanisti, cerca in ogni modo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e di convincere il governo a non proseguire nel suo progetto, che riguarda la costruzione di snodi sopraelevati che renderanno quasi impossibile l’accesso alla piazza storica per i pedoni, e che quindi non potrà più ospitare manifestazioni di massa. Quest’anno il governo ha vietato le manifestazioni in piazza del Primo Maggio e questo ha portato ad incidenti di vaste proporzioni. La polizia ha soffocato la città nei lacrimogeni. Quella battaglia è durata un giorno. I lavori per la creazione del passaggio sopraelevato continuano.

La seconda parte del progetto include la trasformazione del parco adiacente a piazza Taksim in un centro commerciale, che prenderà però la forma di un campo militare ottomano costruito là nel diciannovesimo secolo e poi abbattuto negli anni della Repubblica. Erdogan si occupa personalmente della questione, che ha assunto un significato simbolico, ed è determinato a completare l’opera qualsiasi cosa accada.

Ad oggi, il costo dell’opera sono quattro morti, centinaia di feriti, una gran parte della città che respira lacrimogeni. La questione in gioco però non sono ormai gli alberi, circondati dall’abbraccio di persone di tutte le età e di colore politico, anche islamisti, per proteggerli. La questione è la qualità della vita in una città dove ogni fonte di ossigeno, ogni traccia di verde viene sradicata. La questione in gioco è un modello di sviluppo concentrato solo sul profitto, che ignora la persona, che crea mostri residenziali in cui i residenti possono essere solo tristi, distaccati da ogni attività urbana. La questione è la democratizzazione di un paese profondamente diviso politicamente e il cui governo, visto che ha il sostegno di metà della popolazione, crede di poter fare qualsiasi cosa. Gli scontri proseguiranno e le vittime aumenteranno. La gente però è determinata. La violenza della polizia li fa infuriare ancora di più.

Ieri mattina ho visto un blindato attaccare agli occupanti della piazza, che erano rimasti svegli tutta la notte, mentre facevano colazione e offrivano cibo agli agenti della polizia. Immagini molto familiari per chi ha vissuto il movimento degli indignati a piazza Syntagma e altrove in Grecia. Quello che ieri hanno vissuto migliaia di persone per tutto il giorno devono saperlo tutti. Ci tornerò con pensieri più analitici. Il messaggio per il momento è uno: non sottovalutate il popolo; se può resistere alla povertà, può resistere anche alla ricchezza, se comprende che tutto viene deciso in sua assenza.

Fonte: enthe

6 comments for “PER UN PUGNO DI ALBERI

  1. Adele
    1 giugno 2013 at 16:15

    fortuna che i massa media internazionali hanno risposto tempestivamente e uniti a supporto di questa rivolta!

    The Guardian, il quotidiano progressista inglese, la descrive così:
    “La protesta è insolita in quanto ha riunito giovani e vecchi, la destra e la sinistra, nazionalisti turchi e nazionalisti curdi. Si lamentano questioni al di là del centro commerciale previsto, dalla politica del governo sulla guerra nella vicina Siria ai nuovi limiti su alcool ed il recente divieto di baciarsi in pubblico.”

    http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/31/istanbul-protesters-violent-clashes-police

  2. Adele
    1 giugno 2013 at 16:20

    Ed ecco già pronta una bella pagina di Wikipedia, dove trovare tutte le informazioni in tempo reale.

    http://en.wikipedia.org/wiki/2013_Taksim_Gezi_Park_protests_in_Turkey#cite_note-guardian-6

    #OccupyGezi alé alé! Avanti coi cellullari, gridiamo tutta la nostra indignazione! Amnesty International è con noi, con tutto il mainstreeam internazionale.

  3. Adele
    1 giugno 2013 at 16:24

    Cazzo, L’Internazionale è arrivata tardi a supportare la protesta! Quei puzzoni degli USA, assieme alla Gran Bretagna e all’ONU li hanno anticipate. Ma non importa, l’importante è capire al volo la situazione. Alé Alé #OccupyGezi!!

    International reaction

    United States United States of America State Department spokesperson Jen Psaki expressed concern: “We believe that Turkey’s long-term stability, security and prosperity is best guaranteed by upholding the fundamental freedoms of expression, assembly and association, which is what it seems these individuals were doing.”[53][54]

    United Kingdom The UK Foreign office condemned the ‘indiscriminate’ use of tear gas, adding “We encourage the Turkish authorities to respect the right to peaceful protest and freedom of assembly, which are fundamental human rights in any democratic society”.[54]

    EU The European Commission likewise issued a statement saying “We condemn all excessive and disproportionate use of force.”[55]

    American political activist and linguist Noam Chomsky condemned the Gezi Park crackdown, stating it is “the most shameful moments of Turkish history.”[56]

    http://en.wikipedia.org/wiki/2013_Taksim_Gezi_Park_protests_in_Turkey#cite_note-guardian-6

  4. Marino
    1 giugno 2013 at 16:34

    Istambul, you’r not alone! It’s time to act!

    #OccupyGezi
    https://twitter.com/search?q=%23OccupyGezi&src=typd

    Il governo islamista di Ankara censura la rete ma noi romperemo il muro!

  5. Marino
    1 giugno 2013 at 16:39

    W l’Information Guerrilla!!! All’attacchiiiiiii!!!

    “Information Guerrilla è desiderio di fare informazione diventando media, con l’obiettivo di contribuire ad un’informazione alternativa e indipendente, ricercando quanto di veramente interessante e’ possibile trovare su siti web, newsgroup, mailing list, newsletter, per leggere la realtà oltre le menzogne e la propaganda dei mass media.”

  6. Marino
    2 giugno 2013 at 9:43

    Da un pugno di alberi alla protesta della birra, una convergenza perfetta, passando per alcuni morti e 1000 feriti. La voglia di libertà e di riscatto è proprio inarrestabile!

    http://www.repubblica.it/esteri/2013/06/02/news/turchia_la_notte_della_birra_a_gezi_park_simbolo_della_rivolta_contro_erdogan-60176271/?ref=HRER2-1

    W l’Information Guerrilla!!! All’attacchiiiiiii!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *