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venerdì 18 settembre 2009 |
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L. Izzo, I. Papaleo, F. Pighetti
Da classe operaia a classe dirigente
La Cooperativa Megaride, un’impresa dei lavoratori
Formato cm. 12 X 21
ISBN 978-88-8292-449-2
Edizioni LA CITTÀ DEL SOLE
Collana Archivio storico del movimento operaio n. 15
In tutte le librerie: promozione e distribuzione PDE
o chiedendolo alle
Edizioni La Città del Sole
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Quella dei Cantieri Navali Megaride di Napoli è stata storia di autentica lotta di un manipolo di operai del porto di Napoli contro l’arroganza del padrone, i licenziamenti, la chiusura del cantiere. Oggi quella stessa lotta continua – nella forma di un’esperienza viva e vitale di autoganizzazione produttiva collettivizzata – contro le
difficoltà, gli ostacoli, i ricatti che il sistema economico capitalista impone a chiunque cerchi di sottrarsi alle sue logiche. Contrapporsi al Capitale e trasferire i mezzi di produzione nelle mani dei lavoratori è obiettivo tangibile, perfino praticabile – seppure con enormi limiti – in un sistema dominato dal capitalismo e dalle sue leggi. È questo il grido di guerra che la Cooperativa Megaride ha lanciato dimostrando come operai coscienti siano capaci di gestire, programmare, far avanzare, autonomamente, la propria azienda pur senza alcun aiuto economico né sostegno politico da coloro che avrebbero dovuto – per definizione – sostenerne la lotta.
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Francisco Ferrer y Guardia |
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martedì 13 ottobre 2009 |
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Oggi 13 ottobre 2009
centenario della morte del grande pedagogo

Francisco Ferrer y Guardia
fondatore della
“Scuola Moderna”
fucilato perché Anarchico
il 13 ottobre 1909
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sabato 15 agosto 2009 |
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italia | antipsichiatria | notizie venerdì 14 agosto, 2009 13:11 by (((@)))
Franco Mastrogiovanni
"Non mi fate portare a Vallo, là mi uccidono." Non sappiamo se sono state davvero queste (come riporta un giornale) le ultime parole pronunciate da Franco Mastrogiovanni, trovato morto il 4 agosto scorso nel letto di contenzione dell'Ospedale di Vallo della Lucania (SA), dove era stato rinchiuso dopo che era stato firmato un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) nei suoi confronti. Adesso è stata aperta una inchiesta dopo che sul suo corpo sono stati trovati i segni dell'infamia di Stato, forse addirittura filo di ferro per legarlo al letto sul quale è stato lasciato ad agonizzare per quattro giorni.
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lunedì 15 giugno 2009 |
- Riceviamo e pubblichiamo con i nostri migliori auguri -
Ultime da Campanara
Venerdì 12 giugno già dalle 8 del mattino un centinaio di sbirri di vario genere (ps, cc, municipale, forestale, digos, vigilanza della comunità montana), vv.ff. e operai hanno iniziato a sgomberare e murare quattro degli edifici che nella zona di Campanara (FI) sono occupati da quindici anni. L'operazione che immaginavano di veloce realizzazione, si è invece protratta per 12 ore a causa della tenace resistenza opposta.
Infatti pur se colti di sorpresa (si sapeva delle intenzioni ma chiaramente non potevamo avere una data!) e in un momento in cui alcuni di noi erano assenti per vari motivi, tre persone al Casone e due al Villetto sono riuscite a barricarsi sui tetti, mentre gli altri abitanti supportati da quelli che nel frattempo sono riusciti a sopraggiungere, facevano da cuscinetto all'esterno.
Per tutto il corso della giornata c'è stato il continuo passaggio dell'elicottero della forestale che appoggiava l'operazione e l'incessante filmare, anche da terra, dei digossini. La giornata è trascorsa tra momenti di ovvia tensione e rabbia nei confronti dei vari mercenari intervenuti e tentativi di mediazione che loro stessi proponevano. Verso le ore 20, dopo essere riusciti a far allontanare i vigili del fuoco e l'elicottero e dopo aver ottenuto la garanzia che chi resisteva non avrebbe subito alcun genere di ritorsione, gli occupanti han dovuto lasciar chiudere le case ottenendo quindi l'allontanamento degli invasori, necessario affinché si potesse immediatamente riaprire gli stabili e riabitarli.
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domenica 15 febbraio 2009 |
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Prima la cronaca:
Venerdì 30 Gennaio una quindicina di sbirri di vario genere (forestale, carabinieri) venivano a fare un controllo documenti a chiunque incontrassero sul loro cammino, e perquisizione di quelle case che trovavano al momento vuote, (qui si usa non chiudere a chiave le porte quando si è momentaneamente assenti) Già un anno e mezzo fa un' operazione del genere dava il via a sei denunce di occupazione e a due fogli di via, e ieri ( 11/2) la conferma che anche queste ultime identificazioni sono sicure denunce,altre 16!
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giovedì 12 febbraio 2009 |
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Ai compagni di Solidarity Federation
Un abbraccio solidale ai Lavoratori Inglesi impegnati nello sciopero per riaffermare l’uguaglianza di tutti i lavoratori del mondo.
Anche se i mezzi d’informazione, qui in Italia, hanno tentato di stravolgere il significato della vostra lotta, spacciandola per una affermazione di superiorità nazionale utile ai piani del potere che sta cercando da noi, più che in qualsiasi altra parte d’Europa, di imporre una deriva autoritaria, xenofoba e razzista, noi non abbiamo mai dubitato che l’antico spirito internazionalista che sempre ha animato i lavoratori in Gran Bretagna fosse venuto meno.
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partire da una stazione verso una casa |
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venerdì 16 gennaio 2009 |
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Da tempo osservo quella parte di societa che vive ai margini ...che per il capitale non conta ...
vorrei aiutare quella signora in carrozzina che dorme sulle panchine ghiacciate della stazione ...un urlo di vergogna m'assale mi sento impotente se penso a quante case sfitte ci sono quanto cibo sprecato ogni di quanti tanti vivono con miente e pochi con tutto cio che serve a quei tanti.
VORREI CREARE UNA RETE MUTUALISTICA TRA CHI VIVE PER STRADA ED HA BISOGNO DI UNA CASA DI UN LAVORO SPESSO DI UNA PAROLA DI CONFORTO
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Germogli di mutualismo sui rami del lago |
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mercoledì 31 dicembre 2008 |
Dall'esigenza di trovare risposte concrete ai propri bisogni, liberandoli da meccanismi economici devastanti, un insieme di persone e gruppi perlopiù provenienti da ambiti libertari, ha costituito, in maniera informale e del tutto autonoma, fra le province di Lecco e Como, una piccola rete centrata sullo scambio di beni e saperi, basata sul mutualismo e sulla solidarietà
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lunedì 20 ottobre 2008 |
È alla memoria attiva, la memoria come somma delle esperienze che hanno segnato l’immaginario collettivo, che ci riferiamo quando diciamo che Giuseppe Pinelli e piazza Fontana sono e devono restare nella memoria di un’epoca e di un paese.
È a questo tipo di memoria che pensiamo quando promuoviamo iniziative come quella di installare in un luogo pubblico una scultura per ricordare Pinelli. Non intendiamo con questo commemorare l’amico e neppure “beatificare un martire”. Siamo però convinti che vi sono episodi e figure che assumono un’importanza particolare nella memoria collettiva e il cui ricordo contribuisce alla coscienza delle persone libere.
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