Ancora un incidente ferroviario, ancora un morto tra i ferrovieri.

Ancora tanti attraversamenti viari a raso della sede ferroviaria, assicurati da barriere mobili tipo passaggi a livello, costituiscono un rischio per la circolazione ferroviaria. Infatti, nonostante la tecnologia degli apparati di sicurezza, la possibilità che all’interno delle barriere ferroviarie ci possa rimanere un mezzo non è nulla. Testimonianza di ciò è non solo l’incidente di oggi ma anche quello di venerdì scorso sulla linea ferroviaria Bari-Foggia all’altezza di Palese.

Inoltre, quando il mezzo che ingombra il binario è di notevoli dimensioni, non è quasi mai possibile trovar ricovero sufficiente nello spazio compreso tra sbarra e binario senza intralcio delle vie di corsa.
Potremmo discutere del perché non si fornisce quel minimo di informazione in più quanto meno ai guidatori di mezzi di linea o di trasporto affinché, chi rimanga intrappolato tra le sbarre, possa tallonarle liberando i binari dall’ingombro e bloccando in questo modo la circolazione per l’apertura dei circuiti di sicurezza. Questa tecnica veniva praticata dai contrabbandieri di sigarette che non arrestavano i loro trasporti in presenza di sbarre abbassate.
Sta di fatto che esiste da oltre quarant’ anni un programma per la soppressione dei passaggi a livello. Il sottoscritto, nel periodo che va dal 1992 al 2000, ha partecipato in maniera attiva alla chiusura di oltre 30 passaggi a livello lungo la linea adriatica sostituendo gli iniziali attraversamenti con opere alternative quali cavalcavia, sottovia e complanari. Questa operazione di sostituzione ancor oggi procede a rilento.
Lo stesso attraversamento della stazione di Cisternino, teatro di questa ultima tragedia, era tra quelli da chiudere e questa decisione risale già a diversi anni (http://www.provincia.brindisi.it/dmdocuments/bandi/bandogara161111-1.pdf).

Questi ritardi non sono più accettabili, siano essi determinati da limiti finanziari (a cui potrebbe farsi fronte dagli ingenti investimenti destinati ad opere inutili quali la TAV), sia burocratici legati alla lentezza delle procedure di FS o come molto spesso accade per inefficienza delle pubbliche amministrazioni (Comuni e Provincie) che hanno la gestione degli assi viari .
L’incremento di velocità sulle linee avrebbe dovuto essere accompagnato dall’eliminazione di tutte le barriere a raso: è impossibile conciliare l’aumento delle velocità con i vecchi sistemi precauzionali progettati su limiti più bassi che permettevano possibilità di azione differenti.
Roberto Dammicco

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