Cresce in Germania la povertà “politicamente desiderata”

di Dietmar Henning – 5 gennaio 2013·

Le misure d’austerità imposte dal governo tedesco stanno precipitando i popoli d’Europa in una catastrofe sociale. Prima di Natale, la Conferenza Nazionale sulla Povertà (NAK), un’unione di enti di beneficienza, chiese e della Confederazione Sindacale Tedesca (DGB), ha presentato il suo “Rapporto Ombra”, che conclude che la crescita e il consolidamento della povertà sono “politicamente desiderati”.

Il rapporto, intitolato “Quelli nell’ombra non si vedono”, è una reazione al quarto rapporto ufficiale del governo sulla povertà e la ricchezza, che probabilmente sarà diffuso dal governo nel gennaio 2013. Una prima bozza del rapporto governativo è stata presentata da Ministero del Lavoro nel settembre 2012 e sui media ne sono stati pubblicati stralci. Sotto la pressione del Ministero dell’Economia, guidato dal partito liberal democratico (FDP), il rapporto finale è stato rimandato e rivisto molte volte.

Ad esempio la frase “la proprietà privata è distribuita in modo molto disuguale in Germania” è stata cancellata del tutto. Il documento originale affermava che la crescente disparità di reddito stava danneggiando “il sentimento di equità del popolo” e poteva “porre la coesione sociale” in pericolo. La versione rivista ora afferma che i salari reali in declino sono una positiva “espressione dei miglioramenti strutturali” del mercato del lavoro, poiché tra il 2007 e il 2011 sono stati creati molti nuovi posti di lavoro a tempo pieno nei segmenti a basso salario, che hanno portato a un’occupazione accresciuta.

I sindacati hanno richiamato l’attenzione su queste rozze modifiche per presentarsi, assieme agli enti di beneficienza, come la “coscienza sociale” del paese. In realtà essi hanno appoggiato gli attacchi allo stato sociale sin dall’introduzione delle riforme ‘Hartz’ al welfare e gli attacchi ai salari e alle condizioni di lavoro del governo Schroeder, e continueranno a farlo. Non hanno alcuna risposta politica alla crisi sociale. Il “rapporto ombra” è una manovra politica nella corsa alle elezioni nazionali del 2013. Ciò nonostante offre alcuni spunti sulla situazione reale della disuguaglianza sociale.

Mentre il rapporto del governo elogia i “nuovi posti di lavoro a tempo pieno” nei segmenti a basso salario, il rapporto ombra ricorda che tali posti di lavoro sono pagati così miseramente che è impossibile mantenere una famiglia con essi. Circa 350.000 di tali posti di lavoro a tempo pieno guadagnano così poco che devono fare affidamento su sussidi assistenziali aggiuntivi al fine di garantirsi una sussistenza minima.

Oggigiorno quasi un tedesco su quattro lavora per salari bassi, cioè per meno di 9,54 euro l’ora nell’ovest del paese e per meno di 7 euro l’ora all’est. Sono soprattutto le donne, gli immigrati e i più giovani a essere colpiti. Più di 4 milioni di dipendenti guadagnano addirittura meno di 7 euro l’ora e 1,5 milioni di loro meno di 5 euro. I riferimenti alle paghe orarie inferiori a 7 e 5 euro sono caduti vittima del censore nel rapporto governativo “revisionato”.

La tesi che i bassi salari aprano la strada per un ritorno al mercato del lavoro dei lavoratori con basse qualifiche è denunciata nel rapporto ombra come un mito: quattro su cinque dei lavoratori a basso salario hanno completato un apprendistato o hanno un diploma universitario. I poveri rimangono poveri. Nel giugno 2011 quasi il sessanta per cento dei destinatari di assistenza sociale in età di lavoro stava ricevendo sussidi statali da almeno due anni.

In realtà il livello della povertà è sospeso da anni tra il 14 e il 16 per cento, dimostrando che la povertà si è consolidata in Germania, secondo la portavoce del NAK Michaela Hofmann, che ha presentato il rapporto ombra.

Tale è il livello della povertà in Germania nel suo complesso e colpisce circa 12,4 milioni di persone. In alcune regioni, tuttavia, la percentuale della povertà è molto più elevata.

L’Associazione degli Enti di Beneficienza Tedeschi, membro del NAK, sottolinea questa tendenza e riferisce che ci sono già zone in cui la povertà ha raggiunto e superato il 20 per cento. Esse includono aree di Brema, Berlino e vaste zone della Germania orientale e dell’area della Ruhr. Controllando più attentamente, alcune aree di queste città registrano livelli di povertà record del 60, 70 e 80 per cento.

“Per quanto riguarda lo sviluppo regionale, Berlino e la Ruhr sono le regioni che rappresentano il problema numero uno,” ha affermato Ulrich Schneider, direttore generale dell’Associazione degli Enti di Beneficienza.

Le misure d’austerità già concordate dal governo federale stanno portando alla crescita della polarizzazione sociale, che in futuro colpirà sempre più gli anziani. Dal 2005 il numero degli anziani costretti ad affidarsi alla cosiddetta rete di sicurezza dei sussidi assistenziali Harts è quasi raddoppiato: da 250.000 a più di 400.000.

Anche qui, il Ministero dell’Economia guidato dal presidente del FDP, Phillip Roesler, ha minimizzato l’ascesa della povertà. Il comitato scientifico consultivo del ministero ha presentato questa settimana un rapporto che afferma che gli allarmi sulla crescente povertà tra gli anziani sono “fortemente esagerati”.

“Anche con uno sviluppo sfavorevole del mercato del lavoro, il numero degli anziani destinatari di assistenza salirà soltanto dal 2,6 per cento attuale, al 5 per cento entro il 2030,” secondo l’autore dello studio, Axel Boersch-Supan. Il presidente del comitato consultivo, Achim Wambach, ha affermato che il livello costantemente decrescente di pensioni supplementari non è stato il motivo principale della povertà tra gli anziani. Il motivo è più da attribuire a un “inadeguato passato lavorativo”.

Il ministro federale del lavoro, Ursula von der Leyen (Unione Cristiano Democratica, CDU) ha calcolato che con “un salario orario di 8 euro, un dipendente dovrebbe versare contributi previdenziali per 63 anni al fine di avere titolo alla pensione statale di base.”

In realtà le dispute tra i vari rapporti sulla povertà e la ricchezza non sono basate su ragionamenti scientifici, bensì piuttosto su considerazioni politiche. Il ministro von der Leyen cerca il sostegno dei sindacati al fine di mantenere sotto controllo il crescente antagonismo sociale, e si presenta come possibile successore della Cancelliera Merkel.

D’altro canto il leader del FDP, Roesler, parla per conto dello strato di parvenu avidi e senza scrupoli che vivono nel lusso e hanno adottato lo slogan dell’ex primo ministro britannico, Margaret Thatcher, secondo cui “non esiste una cosa chiamata società”. La Cancelliera Merkel sta lasciando briglia sciolta al suo pitbull antisociale – il FDP – per attuare una catastrofe sociale in Europa.

Un passaggio della prima bozza del rapporto sulla povertà, che è stato interpretato erroneamente come un suggerimento di un aumento delle tasse ai ricchi, ha suscitato un uragano di proteste. Anche se il ministero della von der Leyen ha immediatamente chiarito che il passaggio incriminato “ riguardavano unicamente e interamente il tema della responsabilità e dell’impegno sociale nel contesto di donazioni volontarie e attività volontarie dei donatori”, la stessa Cancelliera e molti politici della CDU e del FDP hanno bruscamente respinto tale acrobazia verbale. Tasse più elevate ai ricchi erano “l’esatto contrario di ciò che avevamo deciso nell’accordo di coalizione”, ha affermato il portavoce economico Cristiano-Democratico Michael Fuchs.

Secondo Roesler, la Germania sta prosperando, plaudendo così implicitamente al fatto che la Germania ha oggi più di un milione di milionari e 115 miliardari, accompagnati dai loro lacchè nei media e nella politica.

Mentre il governo è determinato a seguire la sua agenza di controrivoluzione sociale e a creare condizioni greche in Germania, i sindacati e gli enti di beneficienza reagiscono con minacce impotenti e proposte riformiste: programmi strutturali a lungo termine, salario minimo, pensioni supplementari, aumento del livello dei sussidi assistenziali, riforma delle provvidenze per la casa.

Il direttore generale dell’Associazione degli Enti di Beneficienza, Ulrich Schneider, ha suggerito un programma di assistenza d’emergenza tra i 10 e i 20 miliardi di euro. “Abbiamo i soldi. In Germania le famiglie private detengono 4,8 trilioni di euro nei loro conti bancari”, ha detto e ha suggerito di chiedere ai ricchi di pagare.

Ma l’esperienza con il governo Schroeder in Germania, così come con i governi socialdemocratici in Grecia, Spagna, Portogallo e Francia, dimostra che i partiti sostenuti dai sindacati sono a completa disposizione delle banche e degli speculatori internazionali e ne attuano completamente i diktat contro i lavoratori. Il governo Schroeder ha deregolamentato i mercati finanziari, abbassato le tasse sui redditi e i profitti elevati, e ha avviato la diffusione della povertà e dei bassi salari.

Le richieste di riforme formulate dai sindacati e dagli enti di beneficienza servono a gettare fumo negli occhi dei lavoratori e a impedire lo sviluppo di un movimento sociale diretto contro lo stesso sistema capitalista.

Sono sostenute dal Partito della Sinistra, le cui proposte sono essenzialmente le stesse del NAK. Negli ultimi dieci anni, il Partito della Sinistra ha dimostrato che abbandona immediatamente ogni discorso di riforme sociali non appena i suoi politici assumono responsabilità di governo. A quel punto mettono in atto attacchi sociali in modo altrettanto convinto quanto i Cristiano-Democratici, FDP, SPD e Verdi.

(traduzione di Giuseppe Volpe)

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